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Festeggiato il compleanno di Teofilo Folengo (08/11/1491-08/11/2010)

Un pubblico attento e curioso ha accolto al Centro Culturale di via Kahlo a San Giorgio, di Mantova, Rodolfo Signorini, Accademico Virgiliano, Vicepresidente e Delegato di Mantova dell’Associazione Amici di Merlin Cocai, e la sua conversazione su Teofilo e Giambattista Folengo, entrambi poeti e monaci benedettini. L’occasione è stata offerta dal festeggiamento del genetliaco di Merlin Cocai, nato a Mantova (Cipada) l’8 novembre 1491. Gli onori di casa sono stati fatti da Damiano Vicovaro, Sindaco di San Giorgio, che ha presentato anche gli altri ospiti della serata: Pietro Liberati in rappresentanza dell’Associazione Mantovani nel Mondo e Luigi Cisana, presidente dei Comites in Costa Rica, che rappresenta la comunità Italiana e dei Lombardi e fondatore della Famiglia Mantovana in Costa Rica.

Signorini ha letto e commentato passi della “Zanitonella” dedicandoli al numeroso pubblico femminile presente in sala. Ha poi consegnato la sua relazione al Sindaco che la utilizzerà per il sito web del Comune.  Gran finale con il taglio della torta e relativo brindisi dedicato al poeta mentre veniva proiettato il video realizzato da Alberto Lanzoni in occasione della manifestazione IN THEOPHILI FOLENGI SIVE MERLINI COCAII POETAE HONOREM FAVSTISSIMA CENA  tenutasi nel mese di settembre.

Il prossimo appuntamento sarà la manifestazione “CUORE MANTOVANO” – vite di uomini illustri – in cui Rodolfo Signorini tratterà “Teofilo Folengo – La vacca Chiarina e i frati della Mottella“; il 17 dicembre prossimo con inizio alle ore 18  al Centro Culturale di via Kahlo a San Giorgio di Mantova
La Manifestazione è stata organizzata dal Comune di San Giorgio con la collaborazione dell’Associazione Amici di Merlin Cocai e Mantovani nel mondo onlus che gia dal 1999 ha proposto in rete alcuni stralci dell’opera di Teofilo Folengo “Baldus” curate dal professor Marradi .

NOTA BIO-BIBLIOGRAFICA SU TEOFILO FOLENGO
Mantova/Cipata 8 novembre 1491-Campese di Bassano del Grappa, 9 dicembre 1544)
Gerolamo Folengo/Folenghi nacque dal notaio Federico e di Paola Ghisi, l’8 novembre 1491 a Mantova (ma secondo l’epitaffio, a Cipata, borgo un tempo sulla sponda sinistra del Mincio, di fronte a Mantova), e, come i fratelli Silvestro (agostiniano), Placido [benedettino a San Benedetto di Polirone (oggi San Benedetto Po)  nel 1495 e morto 15 anni dopo a Montecassino], Ludovico (benedettino al Polirone nel 1497, nel 1517 abate di quel cenobio)  e Nicodemo (benedettino a Praglia nel 1502), scelse la via del chiostro.

Nel 1508 decise di entrare nella Congregazione di Monte Cassino e il 24 giugno 1509 a Brescia, nel monastero di Sant’Eufemia fece professione, e fu dom Teofilo. Nel 1512 venne trasferito al Polirone e in altri cenobi italiani. Forse nel 1513 fu nel monastero di Santa Giustina a Padova. Nel 1514 ancora a Brescia, in Santa Eufemia, dove rivestì la carica di sub-cellerario, ossia di sottosoprintendente alla cantina e alla dispensa del monastero. Nel 1517 fu a Cesena nel cenobio di Santa Maria del Monte, e fra il 1520 e il 1524 nuovamente a San Benedetto di Polirone. Forse in quegli anni soggiornò anche nel monastero di Pomposa.

Intorno al 1525 (forse per eterodossia religiosa, è del 1517 la rivolta luterana)  lasciò  la Congregazione. Nel 1528 lo seguì il fratello Giovanni Battista.
Teofilo entrò successivamente  al servizio di Camillo di Paolo Orsini (1492 – aprile 1559) – marchese di Atripalda e di Montefredane, principe di Amatrice, signore di Mentana, Monterotondo e di Sermoneta, figlio di Paolo, fratello di Fabio, padre di Giovanni, Latino e Paolo, capitano di ventura al soldo della Serenissima – quale precettore di suo figlio Paolo. In seguito, con il fratello Giovanni Battista, chiese di essere riammesso alla Congregazione.

Per tre anni i due fratelli condussero vita eremitica nei monasteri di Monte Conero (Ancona), di Tossicia [(Teramo) alle pendici del Gran Sasso], di Monte Luco di Spoleto,  di San Pietro a Crapolla (presso Torca, frazione del comune di Massa Lubrense, in provincia di Napoli, sulla penisola Sorrentina), dove ebbero contatti con il circolo evangelico fondato da Juan de Valdés e conobbero la poetessa Vittoria Colonna.

Il 9 maggio 1534 i fratelli Folengo vennero riaccolti nella Congregazione benedettina dal presidente, abate dom Leonardo Bevilacqua di Pontremoli,  e grazie all’intercessione del primo duca di Mantova, Federico II Gonzaga. Teofilo fu quindi nominato parroco di San Benedetto di Capra, a Sulzano (Brescia), sul lago d’Iseo, e visse nell’eremo di Santa Maria del Giogo fino al 1539. Fu in quell’anno mandato a Palermo, nel monastero di San Martino delle Scale, presso Monreale,  e visse pure a Partinico (Palermo), nel cenobio di Santa Maria delle Ciambre.

Di là, nel 1542, tornò in settentrione, nel monastero di Santa Croce di Campese (Bassano del Grappa), dipendenza di San Benedetto di Polirone, nel quale si spense il 9 dicembre 1544, a soli 53 anni. Sfinito dallo studio piuttosto che dalla vecchiaia (studio potius quam senio confectus), si legge nell’iscrizione celebrativa, dettata dal genovese dom Angelo Grillo – abate di San Benedetto di Polirione, poeta, amico di Torquato Tasso, autore di versi per Claudio Monteverdi – e murata nella cappella funeraria del poeta, sita nella chiesa del detto cenobio, dal lato del Vangelo.

Dom Teofilo fu prolifico autore in volgare,  latino e macaronico,   ma in questa terza lingua portò ai vertici dell’arte la lingua fiorita nell’Università di Padova, una sapiente mescidanza di volgare, dialetto e latino, attenta alle norme grammaticali, sintattiche e metriche latine, che ebbe in Tifi Odasi il primo cantore.

L’Opus macaronicum  (Baldus, Zanitonella, Moschaea, Epigrammata) del Folengo, vivo il poeta, che scelse di celarsi sotto lo pseudonimo di Merlin Cocai,  ebbe tre edizioni, a Venezia, nel 1517,  (nota come “Paganini” dallo stampatore Alessandro Paganini), nel 1521, a Toscolano del Garda (“Toscolanense”) e dopo il 1535, a Venezia (“Cipadense”); la quarta, postuma, vide la luce nel 1552, per i torchi veneziani degli eredi Ravani,  ed è detta la “Vigaso Cocaio” dall’autore della lettera di prefazione.

Opere in italiano: Orlandino (Venezia 1526);  La humanità del figliuolo di Dio (Venezia 1533) e  La Palermitana (Palermo, 1876).
Opera in italiano, latino e macaronico,  Chao del Triperuno (Venezia 1526).
Opere in latino: Varium Poema e Ianus editi assieme ai  Pomiliones del fratello Giovanni Battista (1533/34?),  Hagiomachia, diciannove  passiones di santi màrtiri.
Opera in volgare, latino ed ebraico:  Atto della Pinta (sacra rappresentazione).

NOTA BIO-BIBLIOGRAFICA SU GIOVANNI BATTISTA FOLENGO


(Mantova, 1490 –San Benedetto di Polirone, 5 ottobre 1559)
Nato dal notaio Federico e da Paola Ghisi, abbracciò la vita religiosa e il 3 ottobre 1507 fu monaco benedettino nel monastero di San Benedetto di Polirone. Seguì in questa scelta i fratelli Silvestro (agostiniano), Placido (benedettino al Polirone nel 1495 e morto 15 anni dopo a Montecassino), Ludovico (benedettino al Polirone nel 1497, nel 1517 abate di quel cenobio)  e Nicodemo (benedettino a Praglia nel 1502). Il fratello Gerolamo fece professione monastica nel cenobio benedettino di Santa Eufemia, a Brescia e fu dom Teofilo e in seguito celebre poeta macaronico.

Giovanni Battista, che fu peritissimo anche in lingua ebraica, si formò alla scuola di dom Gregorio Cortese (che fu cardinale). Suoi compagni di studi furono dom Luciano degli Ottoni (che fu abate del convento ferrarese di San Benedetto, autore dei Commentaria a Giovanni Crisostomo e di un dialogo sul libero arbitrio, andato perduto, nel quale avrebbe sostenuto, rovesciando la dottrina agostiniana, le teorie della predestinazione alla salvezza in virtù delle opere e dell’inferno quale luogo di pene puramente spirituali) e dom Benedetto Fontanini o Benedetto da Mantova (c. 1490-dopo il 1555 ), autore di Del beneficio di Cristo crocifisso verso i Cristiani, pubblicato per la prima volta Venezia nel 1543, rielaborato da Marcantonio Flaminio un illustre letterato legato agli ambienti di importanti cardinali sensibili alle esigenze di rinnovamento religioso (gli “spirituali”) come Reginald Pole. Quest’opera può essere considerata una sorta di manifesto della forma più matura della riforma italiana. Il Santo Uffizio lo iscrisse nell’ Indice dei libri proibiti e giunse  a bruciarne quasi tutte le copie.

Verso il 1512 Giovanni Battista passò nel convento di San Girolamo della Crevara e di qui, insieme con il Cortese, in quello di Lerino, in Francia, dove il benedettino dom Denis Faucher gli dedicò una Deploratio de lapsu Ordinis monastici e due egloghe. Nel 1528 (forse per motivi di eterodossia religiosa, è del 1517 la riforma luterana) lasciò la Congregazione, seguendo nella scelta il fratello dom Teofilo, uscito dal monastero pochi anni prima. L’uno e l’altro chiesero in seguito di essere riammessi alla Congregazione e per tre anni condussero vita eremitica nei monasteri di Monte Conero (Ancona), di Tossicia [(Teramo) alle pendici del Gran Sasso], di Monte Luco di Spoleto,  di San Pietro a Crapolla (presso Torca, frazione del comune di Massa Lubrense, in provincia di Napoli, sulla penisola Sorrentina), dove ebbero contatti con il circolo evangelico fondato da Juan de Valdés e conobbero la poetessa Vittoria Colonna.  Il 9 maggio 1534 i fratelli Folengo vennero riaccolti nella Congregazione benedettina dal presidente, abate dom Leonardo Bevilacqua di Pontremoli,  e grazie all’intercessione del primo duca di Mantova, Federico II Gonzaga.

Alla fine degli anni Trenta, Giovanni Battista si trovava nel convento benedettino di Santa Croce, a Campese (  Cum in solitudine Campesiana praeteritis duobus proxime annis vitam satis tranquillam ducerem), dove scrisse In psalmos commentaria, dedicato al capitano Camillo Orsini (che l’aveva esortato a compiere un tanto lavoro, impare alle sue forze) e pubblicato a Basilea da Michael Isengrin nel 1540. Nella dedica Giovanni Battista menzione il fratello dom Teofilo, che era stato precettore di Paolo Orsini, figlio di Camillo, e i soggiorni con lui trascorsi nei chiostri e negli eremi: sive in claustris, sive in vastis una cum Theophilo tuo degens eremis.

In psalterium Davidis Israelitarum regis et vatis divinissimi Ioan. Baaptistae Folengii Mantuani monachi Cassinensis commentarii, summa fide, mira luce, grata brevitate, ex ipsa Hebraica veritate confecti atque absoluti, furono anch’essi stampati a Basilea, per i torchi di Michael Isingrin nel 1549.Passato nel 1540 a Montecassino, fu trasferito nel vicino convento di Santa Maria dell’Albaneta dove, nel 1542, concluse il suo commento a tutti i salmi, L’edizione completa dei  Commentarii Dal 1546 è documentato a San Benedetto Po, dove portò a termine un commento alla prima lettera di san Giovanni, pubblicato a Venezia e ristampato l’anno dopo ad Anversa. Il commento, uscito  in concomitanza con l’apertura del Concilio di Trento, è dedicato al cardinale Reginald Pole, sul quale si indirizzavano le speranze di chi auspicava, nell’ambito di un rinnovamento della Chiesa, la conciliazione dei cristiani in un clima di tolleranza e di concordia. Nel 1580 il libro fu messo all’ Indice. Il commento è il più esteso fra quelli pubblicati dai cattolici nel XVI secolo «e per valore esegetico può onestamente porsi accanto ai migliori». In esso vi sono anche esplicite critiche ai protestanti ma soprattutto si esprime la speranza di superare concordemente le contrapposizioni, così che nel 1585, dopo la conclusione del Concilio di Trento che definì la frattura tra le due confessioni, il commento fu ripubblicato privato di ogni considerazione non consonante con le direttive conciliari. Nel 1552 scrisse probabilmente anche una Vita Sancti Simeonis monachi, destinata a figurare in un Officium del santo.

È possibile che Giovanni Battista abbia partecipato alle riunioni tenute nell’estate del 1553 nel piccolo convento di Maguzzano, sul lago di Garda, dal cardinale Pole: Nel 1554 Giovanni Battista fu inviato in Spagna, insieme con altri due monaci di San Benedetto di Polirone, Eutizio da Sant’Angelo e Gerolamo Silva, nel convento benedettino di Valladolid, in una missione ordinata da papa Paolo IV. Nel breve papale che autorizza la missione, Giovanni Battista è citato abate di Santa Maria della Misericordia della Cisterna a Pera di Costantinopoli. Non ebbe seguito la  successiva richiesta del cardinale Pole a Eutizio e Giovanni Battista di recarsi in l’Inghilterra per riorganizzare la presenza benedettina nell’abbazia di Westminster, Nel 1555 furono pubblicati a Lione i suoi commenti alle due Lettere di Pietro e alla Lettera di Giacomo, insieme alla ristampa del commento alla lettera di Giovanni. Dedicati ai due confratelli suoi compagni nella missione spagnola, furono composti nella corte di Bondanazzo (Reggiolo di Reggio Emilia), proprietà dell’abbazia di Polirone: sebbene  il commento all’epistola di Giacomo appaia particolarmente rispettoso dell’ortodossia cattolica, il libro finì ugualmente all’ Indice nel 1596.
Giovanni Battista visse gli ultimi anni nell’abbazia di Polirone, dove si spense il 5 ottobre 1559.
Relazioni a cura di Rodolfo Signorini
 

IN THEOPHILI FOLENGI SIVE MERLINI COCAII POETAE HONOREM FAVSTISSIMA CENA II

Corte Costavecchia, San Giorgio, 8 settembre 2010

 

I filmati

 

 


  prima parte

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seconda parte

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L’Associazione Amici di Merlin Cocai

L’Associazione Amici di Merlin Cocai ha la propria sede a Bassano del Grappa, presso il monastero della Santa Croce di Campese ed una Delegazione a Mantova, presso Palazzo d’Arco. Dal 6 marzo 2010 è attiva a Milano una Delegazione Milanese.

SCOPI DELL’ASSOCIAZIONE:
– divulgare l’opera del poeta macaronico Teofilo Folengo (Mantova 1491, Campese 1544) detto Merlin Cocai
– approfondire e promuovere gli studi sulla sua biografia e sulla sua letteratura
– rimeditare la cultura italiana fra Medioevo e Rinascimento.

ATTIVITA’ PRINCIPALI:
– Organizzazione di Convegni di Studio folenghiani
– “Lecturae Merlini” per appassionati e per istituzioni scolastiche
– organizzazione di concerti di musica medioevale e rinascimentale
– raccolta di documentazioni sul Folengo
– gestione del “Centro di documentazione folenghiana” di Campese e della Biblioteca Teofilo Folengo
– assistenza a studenti per tesi sul Folengo
– organizzazione di ricognizioni nei luoghi folenghiani d’Italia
– organizzazione della Festa Reipublicae Cipadensis, annuale festival folenghiano itinerante
– collaborazione e partecipazione ai conviti ” A tavola con Merlin Cocai”, rassegna di cultura enogastronomica rinascimentale

ATTIVITA’ EDITORIALE:
– pubblicazione di ristampe anastatiche delle opere del Folengo
– pubblicazione dei Quaderni Folenghiani, degli Atti dei Convegni
– edizioni artistiche di Grafica
– pubblicazioni divulgative sull’opera di Teofilo Folengo (Collana “Bibliotheca Merliniana)

INDIRIZZI:
Associazione Amici di Merlin Cocai – info@teofilofolengo.org 

Sede di Bassano del Grappa
Via Caduti di Cefalonia, 2/4 – 36031 Bassano del Grappa (Vi)
( sede operativa)  tel. 3478743821
referenti: Otello Fabris – Presidente dell’Associazione
Massimo Caneva – Delegato di Bassano e Vicepresidente
otello.fabris@teofilofolengo.org

Delegazione di Mantova
Palazzo d’Arco, Piazza d’Arco- 46100 Mantova
referente: Rodolfo Signorini – Delegato di Mantova e Vicepresidente
segretaria: Maria Teresa Gorrieri Salvaterra,
tel.0376366869 mariateresagorrieri@hotmail.it

Delegazione di Milano
sede provvisoria: Trattoria Bagutta, via Bagutta, 14, Milano
referente: Gianfranco de Bosio- Delegato di Milano e Vicepresidente
segreteria: Teresa Tonna – Caterina Gambetti Parmigiani
tel. 3388762951 b.parmigiani@aliceposta.it

Centro di Documentazione Folenghiana
Monastero della Santa Croce in Campese – 36061 Bassano del Grappa (VI)